L'idea non è stata mia, credetemi. Faccio la spia: è stata di Cristina
Pezzoli. A suo tempo ho anche tentato di oppormi a questa operazione
"Krapp" che reputavo e ancora reputo svergognata. Certamente teatrale,
ma dove il teatro si confonde fin troppo con la vita, quella vera.
Era il 10 gennaio 1997, una settimana prima dell'operazione che avrebbe
cancellato la "mia" voce. Poi, per non discutere, acconsentii, come
sempre, alla registrazione del mio "ultimo " nastro. Oggi continuo
a pensare che l'operazione è alquanto impudica e sfacciata, ma sono
anche persuaso che può essere esemplare per rappresentare "dal vivo"
quel misterioso e complesso rapporto trail nostro presente e il passato,
anzi la memoria del passato, nel nostro caso "fissata" inqualificabilmente
su un nastro di registrazione. La memoria! Come è subdola, ambigua,
volgare! Spesso se messa a confronto con la percezione del presente
è oltraggiosa. A questo punto, quando si accetta cioè di fare teatro
di se stessi, direi che è anche crudele. Ci si abitua, però! E quel
seme di "puttaneria" che alligna, sempre, in ogni attore, prende il
sopravvento e ti consiglia di usare il teatro come Antidoto alla realtà
un po' cruda, come strumento di analisi del tuo essere ancora qui,
vivo, a fare il teatro e del perché e percome di tante cose. Sergio
Fantoni