![]() |
Emilia Romagna Teatro presenta ESODO di Pippo Delbono con Fadel Abeid, Dolly Albertin, Gianluca Ballarè, Bobò, Enkeleda Cekani, Piero Corso, Pippo Delbono, Lucia Della Ferrera, Fausto Ferraiuolo, Gustavo Giacosa, Simone Goggiano, Elena Guerrini, Mario Intruglio, Nelson Lariccia, Maura Monzani, Mohamad Hussein Moussa, Tommaso Olivari, Pepe Robledo regia Pippo Delbono scenografi realizzatori Alessandra Bonan e Silvano Santinelli sarta Gabriella Salvaterra luci Tommaso Rossi |
||||||
|
Attraverso un
linguaggio fisico che cerca la danza dei corpi e la poesia del gesto,
Pippo Delbono si confronta con la realtà degli extracomunitari, che
esplorata e vissuta nel suo difficile rapporto con un ambito apparentemente
lontano come quello del teatro, permette di scavare ancora in direzione
di una ricerca artistica che è frutto di una mancanza, di una ferita,
aprendosi progressivamente all'incontro con la diversità. Il filo
conduttore di questo lavoro si materializza in un esodo fisico e interiore,
che tenta di ricongiungere e sanare lo scarto grande che rende conflittuali
momenti culturali distanti, tanto nella metafora poetica quanto nella
pratica quotidiana. Una scenografia immobile e imperturbabile evocante
rovine funge da sfondo e lascia emergere dai detriti apparizioni,
brandelli di memoria che narrano esistenze, animando una peregrinazione
poetica che attinge dalla varietà e contraddittorietà del mondo. Sale
come un canto distorto il suono dell'esilio, la musica della dispersione
che si definisce in corpi vivi. Sciogliendo in un sacrificio visivo,
senza pietà, immagini di bellezza crudele, ambigue e fluttuanti, retoricamente
e consapevolmente sospese tra il sorriso della purezza e l'amarezza
di un pensiero, con la necessità di una voce che fermi, ritmi, spieghi
con un linguaggio più consolidato un'alchimia sottile, Esodo racconta
una separazione. Racconta l'esodo di chi è stato cacciato dalla propria
terra, di chi è fuggito da una dittatura, di chi ha un'anima in un
corpo diverso, di chi ha lasciato il manicomio, di chi non sa dove
sta andando, di chi ha paura della morte. |
|||||||