IRMA
Istituto per la resistenza alla malinconia
presenta

PRECISE PAROLE
di Gabriele Vacis

con
LELLA COSTA

regia
Gabriele Vacis


Va detto che Shakespeare è di gran moda, e quindi ci sarà chi penserà alla strizzata d'occhio, alla furbata, all'"operazione". Ma noi siamo adamantini e curriculati (?!?): è da mo' che andiamo da quella parte li. È da qualche anno che giochiamo con Capuleti e Montecchi, e perfino col Dolce Principe, perché, semplicemente, ci riguardano. Raccontano storie nostre, ci spiegano un sacco di robe. Addirittura, certe volte, il nord-est (italiano: con quel gran via vai tra Verona e Venezia e Mantova) ma anche l'amore (internazionale si sa). E tutto quel giocare con il finto e il falso, l'essere e l'apparire, la memoria e il desiderio… E allora, Otello. Che tra l'altro è una tragedia così italiana. E non solo per via di Venezia e dei Dogi eccetera (più per via di Verdi, magari). Bizzarro no, che nel paese che ha inventato il delitto d'onore l'archetipo, il sinonimo quasi, della gelosia sia di importazione. Otello - anzi, Othello. E Desdemona naturalmente. E Jago e Cassio e Brabantio: cioè in pratica tutto ciò che è conflitto, pensiero, problema, dubbio contemporaneo. Roba grossa. Roba nostra. Uomo/donna, nuovo/vecchio, padre/figlio, nero/bianco, uguale/diverso. Razza, patria, straniero, persuasione, invasione, guerra. Ma anche, forse soprattutto, il vertiginoso potere del linguaggio. Le parole pronunciate da Othello hanno un significato diverso, a volte opposto, quando a usarle è Jago. Othello non lo sa. Jago lo sa benissimo. (Anche Orson Welles, ma questa è un'altra faccenda). Parole e potere. Il mezzo è il messaggio. Il padrone conosce migliaia di parole più dei suoi operai, per questo è il padrone. Le parole sono pietre. Dice: vabbe', mica le ha dette Shakespeare, 'ste cose. Ah no? Così abbiamo pensato di partire da lì, da questa grande tragedia, e provare a raccontarla, e vedere quante altre storie riusciremo a scoprire e inventare in questo viaggio: quanto lontano riusciremo ad arrivare. Che poi: lontano da dove?