Teatro Vascello
C.r.t. La Fabbrica dell'Attore
presenta

IL GATTO CON GLI STIVALI
di LudwigTieck
traduzione Giancarlo Nanni

con
MANUELA KUSTERMANN

e con
Alberto Caramel, Matteo Chioatto, Massimo Fedele,
Marta Nuti, Maurizio Palladino, Stefano Scherini,
Angelo Tanzi

regia
Giancarlo Nanni

proiezioni scenografiche Livia Cannella


Primo tra i romantici ad attingere alla tradizione col proposito di volgerla satiricamente, Ludwig Tieck, berlinese di nascita , attivo a cavallo di sette ed ottocento, si ispira al racconto omonimo di Perrault contenuto nella raccolta "Ma mère I'oie" del 1697, per scrivere, esattamente cento anni dopo, questa deliziosa pièce fantastica, trionfo dello scherzo, della bizzarria e del gioco ironico. La spina dorsale della pièce resta la trama della favola, ma su di essa si innestano, imprevedibili e talvolta brutali, gli interventi di un improbabile Autore, che entra e rientra sul palcoscenico, talvolta esaltando , talvolta impietosendo, talvolta solo per salvare la sua pièce dagli irrefrenabili coinvolgimenti di un bizzarro, indomabile, quanto volubile pubblico.
Teatro nel teatro quindi; operazione con ben noti precedenti, da Aristofane a Ben Jonson, da Fletcher a Shakespeare e che d'altro canto preannuncia la riflessione Pirandelliana (è forse azzardato intravedere una lontana parentela tra il nostro Autore e I'HinKfus di "Questa sera si recita a Soggetto" ?). Già quindi in Tieck era motore una volontà satirica rispetto al teatro del suo tempo che non può che confermarsi oggi come riflessione ironica del teatro su di sé e sul suo pubblico. In questo allestimento sarà la fantasia, la vera protagonista e così il continuo sussulto comico degli imprevisti, I'allegria, il grottesco, la risata, la distorsione iperbolica (il regista già vagheggia un personaggio del Pubblico di enormemente grasso, che con un artificio si allunga a dismisura) nel rutilante avvicendarsi della storia e delle storie nella storia. "E' un circolo che si richiude in se stesso" - diceva già un contemporaneo del Tieck : è infatti lo spazio di un viaggio, dentro una grande storia fatta a cassetti, come se si guardasse dentro tutte le finestre illuminate di un grande palazzo o entrando nel treno pazzo del "Viaggio nel Teatro".
Giancarlo Nanni