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"Spesso a cuori e picche ansiose
bocche chiedono la verità, principi e plebe vengono qua, Madama di Tebe
le carte fa". Madama di Tebe è ancora oggi una delle operette più popolari
ed amate. Questo lavoro firmato da Carlo Lombardo ha avuto un ruolo
importantissimo nella storia dell'operetta italiana :è stata l'operetta
che ha mostrato quali fossero i gusti e le necessità del pubblico italiano
amante della lirica leggera. Madama di Tebe ha per unanime ammissione
una musica piacevolissima. E' noto che non tutta è uscita dalla penna
di Lombardo, al quale però va dato atto di avere "preso a prestito"
da altri autori dando al tutto una omogeneità sorprendente e riuscendo
a "piazzare" alcuni dei brani più famosi del repertorio italiano : chi
non ricorda "spesso a cuori e picche" o "Il tango dei mannequins" :
"Ay by - Ay ba ! Ay ballalo con me quel tango". L'intreccio fece subito
molta presa : l'atmosfera vagamente peccaminosa e l'ambiente equivoco
della Parigi notturna trovarono assai sensibile un certo tipo di borghesia
che frequentava il teatro d'operetta. Ma se ieri il teatro d'operetta
rappresentava l'evasione nel mondo del "peccato" dei "giovani di una
volta" oggi non bastano più le gambe delle ballerine.... Oggi il pubblico
chiede il rigore, che non è sinonimo di noia bensì di un lavoro attento
e preciso, frutto di studio e serietà, scevro da ogni improvvisazione.
Così, in linea con le origini e gli scopi del lavoro di Lombardo, Corrado
Abbati ha "riscritto" il testo rendendolo più coerente : ai recitativi
si sostituisce la recitazione e la storia si fa più fluida. Ha rinvigorito
lo spartito con qualche invenzione "alla Lombardo", forte di una buona
conoscenza del repertorio operettistico. Ha ricreato una atmosfera brillante,
mondana ed elegante dove la storia della bella cartomante si unisce
allo sfavillare delle luci e dei colori di una Parigi da cartolina souvenir
fatta di cabarets, défilés d'alta moda, uomini focosi e donne dalle
toilettes meravigliose. Oggi si direbbe: uno sfarzoso musical sui ricordi
di ieri, dove molti si riconoscono e altri, più giovani, vorrebbero
aver vissuto.
A Parigi in un locale di Montmartre, giungono il signor Blackson, ricco
americano, sua moglie Clara e Picon, sua madre. I tre vogliono rendersi
conto della spregiudicata vita parigina. Nel cabaret c'è gran festa
: è appena uscito di prigione Babà, il più bel ladro di Parigi. Clara
ne è subito conquistata. Anche Miche, detta Madama di Tebe per le sue
capacità di indovina, vorrebbe per se Babà ; i due forse si amano, ma
proprio per questo si fanno i dispetti. Babà fa la corte a Clara e Miche
trova un buffo corteggiatore in Angelo Michele, un disegnatore di moda
alle dipendenze del signor Blackson. Anche quest'ultimo è colpito dalle
capacità profetiche di Madama di Tebe e le offre un impiego quale consulente
presso i suoi grandi magazzini. Miche accetta e per non abbandonare
Babà convince il ricco americano che la sua vita e quella del ladro
sono indissolubili : se morirà l'uno, l'altro lo seguirà. Blackson assume
anche Babà per tenerlo sotto controllo. Ai grandi magazzini c'è molta
animazione : si stanno provando i costumi per la nuova rivista del Lidò
! Così fra mannequins e défilés d'alta moda continuano i rendez - vous
fra Clara e Babà e fra gags ed equivoci quelli fra Miche ed Angelo Michele.
Le attenzioni di Clara iniziano però ad infastidire Babàche per liberarsi
della ricca americana informa il marito. Blackson è sorpreso ma credendo
alla previsione di Madama di Tebe (la sua vita legata a quella del ladro)
sarebbe anche disposto a perdonare. Interviene però Miche che rivela
il trucco : per tenersi vicino Babà si è inventata la storia delle vite
unite. L'americano è libero dall'incubo e sarà più disponibile con sua
moglie Clara. Fra Miche e Babà avviene una chiarificazione : sentono
di volersi bene e di essere felici insieme. Il loro è amore ! E' tornato
il sereno ! Si festeggi al Lidò, magari ballando la danza di moda :
il tango !
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