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Il cinema si è occupato molto più del Teatro del potere
indiscreto della televisione di invadere le vite private e stravolgerle.
Il Quinto Potere negli ultimi tempi è diventato talmente ingombrante
da spezzare il filo sempre più fragile che divide la vita in
diretta e la finzione elevata a varietà. Ed è stato ben
raccontato dal cinema, basti pensare al "Truman show e ad "ED
TV".
La commedia di Didier Van Cauwelaert "Follie d'amore" è
uno dei rari esempi in cui il teatro in modo delizioso si è interessato
all'argomento dello show tritura persone, ovvero della vita in diretta
per fare audience.
Ci troviamo nello studio televisivo di un programma di grande successo
sul genere di "Dottor Stranamore". L'ospite della puntata,
in questo caso un dimesso professore di greco, deve tentare di convincere
la moglie, che verrà interpellata di sorpresa a casa con lui,
perché lui (Paul) l'ama sempre, ed ha sbagliato ad andare via.
La conduttrice televisiva, Clara, una grande professionista, una molto
antipatica, arriva in ritardo, si lamenta del lavoro carente degli autori
del programma, che hanno sbagliato a dargli la scheda dell'ospite del
giorno, poi inizia pimpante ed ignara dell'argomento da trattare, la
diretta televisiva.
Paul, il professore di greco, aveva conosciuto casualmente Aude una
amichetta delle sue alunne, e l'aveva sposata facendo suo l'impegno
della ragazza per la salvezza delle Balene e ospitando in casa il gruppo
rock con cui lei suonava.
Poi, qualche tempo prima aveva lasciato la casa e la moglie, salvo poi
pentirsene. Fino a qui una storia normale di amore andato male, peccato
che la moglie interpellata in diretta abbia un uomo nel suo letto e
che lui, tirando fuori una bomba dalla valigetta, promette di far saltare
tutti in aria se lei non decide di tornare con lui. Quì scattano
il thriller e la comicità, mentre gli indici d'ascolto vanno
alle stelle e sembrano salvare la trasmissione e la sua conduttrice
destinata, così scopriamo, ad essere cancellati dal palinsesto
per i bassi indici d'ascolto. I colpi di scena si susseguiranno in un
crescendo irresistibile sino al finale che tutto sommato farà
riscoprire un pò d'umanità dei nostri protagonisti drogati
fino o ogni momento da quel mostro che vive "in un interno di cristallo"
che si chiama televisione.
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