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Com'è
difficile tradire la moglie quando si è personaggi in vista,
quando il tradimento si deve consumare in un albergo affollato e frequentatissimo
e quando ci si mettono le coincidenze e gli intrecci.
Questa in sintesi la trama di "Se devi dire una bugia dilla grossa",
farsa di Ray Cooney adattata in italiano da Jaja Fiastri che viene presentata
la prossima stagione con un cast d'eccezione composto da Gianfranco
Jannuzzo, Paola Quattrini, Fabio Testi, Cesare Gelli ed Anna Falchi,
qui al suo debutto teatrale.
La commedia è ambientata in un albergo di lusso, dove il gioco
delle porte ha facile presa, e dove l'incalzare della trama, densa d'equivoci
e colpi di scena sempre più fitti, rende la vicenda ricca di
divertimento e situazioni paradossali che stimolano la risata del pubblico.
Cooney ha
scritto questa farsa usando tutti i trucchi, i colpi di scena, le gags,
gli effetti speciali, gli equivoci, i battibecchi, i rossori, gli spaventi,
gli armadi, i letti e le vestaglie del teatro nato per far ridere pur
specchiandosi nei vizi e nelle ipocrisie della società che ci
circonda.
Com'è oramai tradizione non raccontiamo la trama che si svolge
- prendendo a prestito Feydeau - in un albergo del libero scambio. Basta
la premessa: il sottosegretario de Mitri (Fabio Testi) convince, nonostante
la presenza della moglie Natalia (Paola Quattrini), il suo segretario
Girini (Gianfranco Jannuzzo) ad organizzargli un incontro galante con
Susanna (Anna Falchi), segretaria della Fao. E
poichè proprio all'inizio il portaborse commette un errore di
identità ne consegue una girandola di situazioni tutte legate
dal filo doppio della risata.
Tra gli altri personaggi della commedia si distingue il direttore dell'albergo
(Cesare Gelli).
"Se devi dire una bugia dilla grossa" con il titolo originale
di "Two into One", diretta dall'autore, ha debuttato allo
Shaftesbury Theatre di Londra il 24/10/84. Nella parte di De Mitri c'era
uno dei più rappresentativi attori britannici Donald Sinden;
in quella di Gerini un nome ben conosciuto anche in Italia per i suoi
films, Tom Conti. Da allora è stata rappresentata a Toronto,
a Berlino, a Stoccolma, a Tokio, a New York.
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