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Cosa c'entra Chuck Berry con Beethoven? E qual è la "Mission" Impossible
- di cui distinguiamo nitidamente le note - che la Banda Osiris si accinge
a compiere per festeggiare i suoi vent'anni di attività? Lo spazio nel
quale imperversano i quattro professori è davvero la Casa-museo di Beethoven?
Cosa ci fanno là dentro? E l'enorme quodro alle loro spalle... Non ha
forse un'aria sinistra? il rombo dei tuoni, le luci bluastre dei lampi...
Tutto concorre a caricare l'atmosfera di una certa tensione... E se
evocare lo spirito del grande Maestro tedesco, un po' sordo, d'accordo,
ma geniale, aiutasse a ristabilire I'ordine a svelasse loro il segreto
profondo della propria musica? Tra l'indecisione di affidarsi alle formule
classiche di una seduta spiritica molto sui generis a la tentazione
di uscire da un luogo sospetto, i quattro professori della Banda Osiris
tentano l'esperimento. II risultato?! II quartetto d'archi ritratto
nel famoso quadro di Kloeber alle loro spalle prende vita e, catapultato
nel XXI secolo, scambia il prof. Carlone jr. per il grande compositore.
La situazione sfugge definitivamente al controllo e tutti, ma proprio
tutti, sono trascinatori e contaminatori al tempo stesso, dalle violiniste
che nelle partiture dell'"Amata Immortale" leggono "Guarda
che luna", alla Banda stessa che le diverse Sinfonie di Beethoven
le trasforma in modernissimi brani di Michael Jackson, passando per
"Caro amico ti scrivo" e la recentissima "Flaca".
Un caleidoscopio musicale in cui, più che in ogni altro spettacolo della
BANDA OSIRIS, musica e azione scenica, contagiose e irresistibilmente
divertenti, prendono il posto delle parole a gli stessi oggetti di scena
riservano sorprese a non finire. Così I'inizio dell'800 incontra il
2000, i periodi e le musiche si mescolano con le modalità di una festa
o come si fosse un gruppo di bambini nella casa lasciata dai genitori
dove ancora riecheggia I'ultima classica raccomandazione a già tutti
sono sul materasso del lettone a saltare. Carosello docet. Ma la baldoria
dura fino a che, nell'apoteosi di un Inno alla gioia, arrivo minocciosa
dall'eternità del tempo un'ombra schiacciante...
Nulla potrà più essere come prima.
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