Il Teatro delle Donne
presenta

INDOVINA DA CHI ANDIAMO A CENA?
di Donatella Diamanti

con
KATIA BENI, SONIA GRASSI,
NIKI GIUSTINI, GRAZIANO SALVADORI

e con
Maria Di Fazio, Francesco Lucente

regia
ANDREA TADDEI


L'omosessualità non è una deviazione, un sintomo, una malattia; l'ornosessualità è un effetto del discorso della legge
U. Galimberti

Dobbiamo purtroppo adattarci ad una situazione, in cui al di là delle opportunità, inopportunità e preoccupazioni, c'è una Costituzione che ci impone dei vincoli...
G. Amato

Il 12 agosto 2048, alle 3 e 45 due donne - ciascuna al nono mese di gravidanza, ciascuna con un buon motivo per nascondersi - si incontrano/scontrano in un angusto e buio spogliatoio del reparto maternità di un ospedale come tanti. Due ore dopo, nello stesso spogliatoio, due vagiti in sincrono squarciano I'aria; dunque dobbiamo supporre che Giuseppe e Maria, entrambi nati il 12 agosto 2048 alle cinque e quarantacinque circa, nel buio e angusto spogliatoio del reparto maternità di un ospedale come tanti, abbiano tagliato il traguardo contemporaneamente. Come negare allora I'assoluta inevitabilità del loro folle amore? E perché negarla? II fatto è che la commedia parte da un presupposto fondamentale, quello che le cose nel mondo, siano andate diversamente. In una società fatta di cyber carrozzine, turbo trapani, techno lavatrici e monorotaie sopraelevate, è I'omosessualità la regola e I'eterosessualità, di contro, la deviazione, la malattia, la perversione. Katia e Sonia, madri democratiche dell'aitante Giuseppe e Niki e Graziano, padri intolleranti della sculettante Maria, si troveranno così a fare i conti, vent'anni dopo, con la diversità dei rispettivi figli. Molto liberamente ispirata a Indovina chi viene a cena? di Stanley Kramer, Indovina da chi andiamo a cena? è una commedia frizzante, provocatoria, dal ritmo narrativo incalzante, in cui si parla d'amore, di sesso e di conflitti generazionali, ma anche, attraverso un gioco di specchi spinto fino alle estreme conseguenze, di intolleranza, di emarginazione per tutto ciò che secondo i più esce dalla norma, collocandosi nello spazio aberrante del contronatura. E' una satira forte e pungente sulla finta tolleranza, sul senso del peccato, su certi piccoli ma indimenticabili lapsus... Perché le parole hanno un peso... "purtroppo"?