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regia |
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"La
Clizia" è commedia piena di irresistibile caustica comicità,
e insieme di farsesca e feroce tragicità. Clizia, anche per questo,
per lo spirito acre e forte che la anima, risulta un passaggio quasi
obbligato per la nostra compagnia nella ricerca delle radici del proprio
linguaggio; per confrontarla con il nostro percorso drammaturgico ci
siamo presi la libertà di una riscrittura. Non avremmo mai "operato"
così radicalmente all'interno di una commedia perfetta e profonda
come "La mandragola", dove l'intreccio è una sorta
di teorema che sembra non accettare scomposizioni o ribaltamenti di
struttura. Ma "La Clizia" si presta, invece, ad una divertita
e divertente occasione per sperimentare disegni di caratteri o intriganti
complicità famigliari, attraverso un linguaggio denso e carnale.
Il ridicolo
innamoramento del vecchio Nicomaco per la "quasi figlia" Clizia
oltre ad essere catastroficamente destabilizzante per lui, lo è
ancora di più per il ristretto nucleo famigliare, moglie e figlio,
e per quella società bottegaia che lo aveva eletto come modello
di comportamento. Una società chiusa in un piccolo ordine apparente
e soprattutto rassicurante, una moralistica congrega che reagisce alla
novità con "urticante" sarcasmo. |
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