Politeama s.r.l.
& Salieri Entertainment
presentano


TAXI A DUE PIAZZE
di Ray Cooney
versione italiana di Jaja Fiastri

con
GIANLUCA GUIDI
MARIALAURA BACCARINI

e con
Corinne Bonuglia

regia di
Gigi Proietti


LA TRAMA
Mario Rossi, taxista, sposato con Alice Rossi, residente in Piazza Irnerio 100.
Mario Rossi, taxista, sposato con Barbara Rossi, residente in Piazza Risorgimento.
Un curioso caso di omonimia, con tanto di professione identica? No!!!!!
Il Rossi taxista è la stessa persona. Ha sposato Alice in chiesa e Barbara in comune 6 mesi dopo. Egli è quindi bigamo. Seguendo una precisa pianificazione di orari e turni di lavoro, e grazie al lavoro di entrambe le mogli, Mario riesce per 2 anni a vivere nascondendo la verità: ovviamente Alice non sa di Barbara e viceversa.
Tutto si complica quando, per salvare una anziana signora da uno scippo, Mario riceve una brutta botta in testa che lo costringe, privo di sensi, al ricovero in ospedale. Al risveglio il taxista, ancora confuso, darà ad un infermiere l'indirizzo della prima moglie, e, ad un altro impiegato dell'ospedale quello della seconda.
La denuncia arriverà quindi a due diversi commissariati di due diverse zone, che a loro volta si attiveranno mandando ad indagare due diversi ispettori.
Anche la stampa fa la sua inviando a casa di Mario un fotografo che scatterà la foto che verrà pubblicata sulla copertina di Roma Sera.
Quello che segue è una serie di equivoci, coincidenze, bugie, e mistificazioni della verità continue, che con un ritmo infernale, intricheranno a tal punto la trama da arrivare ad un finale inaspettato ma non per questo non sorprendente.


RAY COONEY
Autore, attore, produttore, e regista, Ray Cooney è senz'altro una tra le più prolifiche e importanti figure del teatro inglese ed europeo.
La sua prima opera teatrale "One for the Pot" (scritta in collaborazione con Tony Hilton) risale al periodo in cui era attore della compagnia di Brian Rix. Seguiranno tra gli altri "Chase me Comrade", "My Giddy Aunt", "Not Now Darling", "Move Over Mrs Markham", "Two into one", "Out of Order" e "Funny Money".
Produttore teatrale attivissimo e con notevole talento. Oltre alle sue commedie produce: "Whose Life is It Anyway" di Brian Clark con Tom Conti, che esporta anche a Broadway dove Conti vince il Tony Award come miglior attore; "They're Playing Our Song" di Simon sempre con Tom Conti, "Chicago", e altri innumerevoli successi.
E' fondatore (con attori del calibro di Dame Judi Dench, Tom Conti, Donald Sinden, Tom Courtenay) del "Theatre of Laughter Company" con sede allo Shaftesbury Theatre di Londra. La nascita di questa compagnia risale proprio allo stesso periodo in cui, proprio allo Shaftesbury, "Run for Your Wife" (questo il titolo originale di "Taxi a due piazze") sbaragliava i botteghini del West-End londinese cominciando una corsa che lo avrebbe portato al sorprendente numero di oltre 3500 repliche con addirittura 32 cambi di cast.
Dobbiamo ringraziare Garinei & Giovannini se il teatro di Cooney si è fatto conoscere anche in Italia: con la regia di Pietro Garinei e la riduzione di Jaja Fiastri ricordiamo "Taxi a due piazze" e "Se devi dire una bugia, dilla grossa" entrambe con Johnny Dorelli.
SCRIVE L'AUTORE.....

LA FARSA
Per oltre 25 anni ho lavorato su questo modo di fare teatro e non credo che potrei descriverla in modo adeguato. Non sono neanche sicuro che si debba per forza catalogare ed assegnare alle opere teatrali in genere, uno "status".
Una "commedia" dovrebbe teoricamente avere un "happy ending".
Chekhov descriveva le sue opere: "commedie". Ben Travers chiamava le sue "farse" Commedie.
Un dizionario spiega il termine farsa in questo modo: "uno stile di commedia marcato da humour e spirito stravagante...uno spettacolo ridicolo ma allo stesso tempo vuoto di contenuti."
Niente di più falso!!! Alcune delle commedie di Alan Ayckbourn possono senza dubbio essere descritte come "farse" ma non sono assolutamente nè ridicole, nè vuote di contenuti.
E' facile screditare questo genere teatrale, in parte perchè alcune sono veramente orribili, in parte perchè alcuni pensano che recitare una farsa debba essere diverso da come si recita una tragedia.
Io credo che fondamentalmente le migliori farse siano tragedie. La trama di una buona farsa dovrebbe sempre poter diventare un'ottima tragedia. La tragedia è l'essenza della Farsa; e persino i dialoghi di una farsa dovrebbero essere intercambiabili con quelli di una tragedia.
Il tema principale di tutte le tragedie è il tentativo di un singolo di sconfiggere le forze che lo stanno opprimendo che a mano a mano diventano più forti più sono gli sforzi del protagonista. E così dovrebbe essere scritta una farsa.
Non vi è differenza alcuna tra un uomo che scopre la propria moglie a letto con il suo migliore amico in una tragedia o in una farsa. La reazione del marito in ognuno dei due casi dovrebbe essere esattamente la stessa; la differenza sta nella reazione del pubblico, non in quella del marito.
La farsa ha molte più similitudini con la tragedia che non con la "commedia". La commedia tratta di persone eccentriche inserite in un contesto di vita normale; viceversa la farsa (e la tragedia), trattano di persone normali inserite in situazioni eccentriche. Quindi, è ragionevole dire che più reale è la scrittura, più veritiera è la recitazione, più forte sarà la reazione del pubblico.
Ovviamente l'attore di una farsa deve sviluppare una tecnica di recitazione molto particolare: recitare una farsa è come giocare a tennis, si gioca meglio se l'antagonista rimette la palla con bravura. Questo vale anche per la scrittura: l'attore riuscirà a essere convincente solo se avrà a disposizione un testo e un personaggio che lo sostengono. Tutto nel rispetto di una "verità", anche se manipolata.
Ray Cooney